Archivi categoria: Urbanistica – paesaggio

Protocollo intesa Provincia Comune di Rovereto

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https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/

Molti sono i temi interessanti trattati, molti anche condivisibili, mi soffermo sulla questione principe, la viabilità roveretana.

Rilevo innanzitutto che si parla di mobilità e non viabilità, questo non può che essere assolutamente condivisibile come approccio di metodo, così come portato avanti anche dagli strumenti di piano di cui il Comune si è dotato PUM in primis.

Vuol dire che l’impostazione di un modello di città è stata confermata.

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La storia continua … #viatartarotti

 

via tartarott

“Il nostro provvedimento è volto ad un ampliamento vero e concreto della zona a traffico limitato”

Queste le parole dell’ass. Plotegher ieri sul Trentino. Una presa di posizione  molto chiara e decisa, che non può che trovarmi concorde. Ma allora mi chiedo: ” Come mai sul tratto iniziale di via Tartarotti si è compiuta una scelta di totale retromarcia?”.

La spiegazione che ne consegue appare contradditoria. L’atteggiamento rimane quello di criticare quanto fatto dall’amministrazione precedente, più che spiegare la bontà del provvedimento attuato.

In gioco non c’è il decidere chi tra un’amministrazione e l’altra appare più bravo, francamente credo che ai cittadini poco importi. In gioco c’è l’interesse della comunità e la comprensione di scelte attuate, che anche se non lo si vuole riconoscere, rappresentano evidentemente un passo indietro, rispetto alla condizione precedente.

Il tema non è neppure accettare o meno il diktat dei commercianti. La categoria rappresenta una voce importante che va ascoltata ma assieme anche a tutti gli altri, concertando, spiegando interventi nel breve medio e anche lungo periodo. Forse se il quadro fosse noto, tutto apparirebbe più comprensibile. Il quadro c’è, il piano della mobilità, l’applicazione dipende dalle scelte politiche. Ma a quel quadro non si vuole fare riferimento. Bene, legittimo ma allora a quale quadro nuovo ci si rivolge?

Questa rimane una scelta isolata. Continua la lettura di La storia continua … #viatartarotti

#viaTartarotti

via tartarott
dal sito lavocedirovereto.it

Riapertura  al traffico di via Tartarotti? Scelta incomprensibile.

Ritengo di condividere l’opinione di Paolo Preschern (Confesercenti) e Michele Adami presidente di Consorzio Rovereto In Centro apparsa ieri sulla stampa.

La domanda che mi pongo è la seguente. Possono essere quei 100 metri di strada, peraltro  appena risistemati un anno fa, motivo di cosi insistente interesse da parte delle scelte di un’amministrazione da poco insediata?

L’ampliamento delle zone pedonali in una cittadina come la nostra è sempre stato oggetto di scelte sofferte, tutti ricordano le immagini di un tempo di  via Orefici, piazza Erbe, piazza Suffragio, piazza Malfatti con le macchine ben parcheggiate a ridosso di esercizi commerciali e palazzi. E tutti ricordano le proteste anche plateali, le manifestazioni di corteo contro la scelta di renderle pedonali.

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La priorità: Piazzale Orsi

 

Con delibera 29.04.2013 il Comune di Rovereto approvava il Piano Urbano della Mobilità.

La necessità espressa dalla Giunta comunale di allora fu quella di predisporre un progetto unitario che contemplasse tutti i tipi di mobilità all’interno dell’area comunale.

Il metodo utilizzato fu un lungo ed articolato percorso partecipativo di ascolto e progetto nella convinzione che il coinvolgimento attivo di una coscienza sociale ormai matura sui temi dell’ambiente e della salute, avrebbero reso più evidente le probabilità di successo delle politiche pianificatorie.

Il P.U.M. del Comune di Rovereto si configurò quindi come il prodotto finale di un processo dinamico molto articolato che lo rendeva  contenitore  non solo di analisi e  proposte dei professionisti ma anche di contributi e  soluzioni emerse da altri piani, studi e progettualità generali e specifiche che avevano rilevanza per la mobilità e le opere pubbliche.

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Un nuovo corso Rosmini

Questo weekend la città di Rovereto vedrà l’inaugurazione di due importanti realtà commerciali: una in zona industriale l’Orvea, l’altra all’Ex stazione autocorriere, il supermercato Conad.
Non si tratta semplicemente dell’apertura di due negozi ma di due operazioni di riqualificazione urbanistica, avviate durante la precedente amministrazione ed ora arrivate al processo di realizzazione.

Due interventi significativi, nati da percorsi di rigenerazione del paesaggio urbano, differenti ma non contrapposti, due operazioni di urban recycling, tema molto attuale, laddove la città ha bisogno di ripensarsi, di riattivarsi.

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Le P. IVA accedono ai fondi europei.

dal sito: http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com
dal sito:http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com

Finalmente i professionisti vengono equiparati alle piccole e medie imprese sul fronte dei fondi europei.

Uno tra gli ultimi cambiamenti entrati in vigore nella legge di Stabilità, un passaggio atteso da tempo da tutte le partite Iva italiane: da tempo Commissione europea aveva invitato a sanare l’anomalia tutta italiana che, da un punto di vista operativo, non metteva gli autonomi in grado di accedere ai plafond finanziati da Bruxelles.  Soddisfatti i professionisti, che da tempo chiedevano questo cambiamento. Ora manca solo il tassello dei bandi: le chiamate nazionali e regionali dovranno adeguarsi alle prescrizioni della manovra.

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Girovagando per musei: Mart, Muse, Museion, MMM Corones

4 musei realizzati tutti nell’ultimo decennio, 4 esempi di architettura contemporanea di grande respiro, 4 firme di  richiamo internazionale, progetti che si sono interfacciati con contesti complessi, di grande delicatezza paesaggistica. 4 nuovi segni di architettura contemporanea  che ne hanno ridisegnato il luogo. Un risultato da scoprire e da visitare,  in una regione che ha voluto e saputo investire sulla cultura.

Un itinerario di turismo culturale sulle tracce dell’architettura contemporanea in Trentino Alto Adige, tutto da scoprire e valorizzare. L’architettura dei musei tra il 2002 e il 2015. Lo consiglio!

Rovereto + Trento + Bolzano + Plan de Corones.

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Rovereto non è una periferia

E’ da un po’ che mi chiedo cosa stia succedendo a Rovereto” scrive Giuseppe Parolari sul Trentino di sabato 7 novembre.

In punta di piedi, ponendosi come osservatore esterno, parla di una città che mostra segnali di stanchezza e di crisi profonda. Una città sfibrata, che assiste alla lenta chiusura di negozi storici, dove la qualità dell’offerta va gradualmente appiattendosi, con un nucleo centrale vocato al passeggio sempre più ridotto, una città che diventa periferia di sé stessa.

Ciò che colpisce, prosegue Parolari, è la mancanza di entusiasmo, il senso di rassegnazione che l’urbe esprime in questo momento, quasi il disinteresse ad essere protagonista del proprio destino.

Leggere un simil commento, specialmente a chi vive la città quotidianamente, non può certo far piacere e certamente sono dell’avviso che in città siano presenti stimoli molto significativi come anche un tessuto sociale molto attivo e molto partecipe.

Tuttavia, questa sensazione descritta un certo fondo di verità la racchiude. Il momento non è dei più floridi e tale condizione non riguarda certo solo Rovereto ma anche molte altre città. Trento non  ne è esente, a mio avviso e neppure Verona se parliamo  di continua alternanza di offerta commerciale, di negozi mordi e fuggi e di appiattimento dell’offerta. L’analisi è molto articolata e riguarda soprattutto la capacità media di acquisto delle famiglie e la sopravvivenza dei mercati di nicchia.

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#Meccatronica #Manifattura #mobilità

Progetto_Manifattura
dal sito http://www.progettomanifattura.it

Negli ultimi dieci anni la politica provinciale ha compiuto scelte mirate sulla città di Rovereto e investitito una cospicua quantità di risorse.

La chiusura dello storico stabilimento di Manifattura Tabacchi, all’indomani della cessazione defintiva della produzione il 31 marzo 2008 non è stato per la città un passaggio indolore.

La realizzazione della Imperiale Regia Manifattura Tabacchi, simbolo per la città di Rovereto di una rinascita industriale per quell’epoca, nacque in un contesto segnato da gravi problemi di carattere occupazionale, legate alla crisi del settore serico.

Quel nuovo imponente e a mio giudizio anche molto bello complesso produssero una spinta innovativa per Borgo Sacco e tutto il circondario, non solo dando risposte sul piano occupazionale – i primi due laboratori di 220 operaie ciascuno entrarono in funzione negli anni 1854-55 ma anche per quel che ne concerne la evidente e necessaria risposta sulle nuove esigenze del tessuto sociale. Vale veramente la pena sottolineare in un momento come il nostro, dove da un punto di vista occupazionale la donna è tra i soggetti che con più difficoltà riesce a inserirsi o reinserirsi nelle dinamiche del mondo lavorativo, come allora in questo luogo la risposta al lavoro femminile fu consistente nei numeri come anche nella risposta alla costruzione di servizi corollari: Il primo asilo nido aziendale, il primo banco di mutuo soccorso, la prima organizzazione sindacale, tutte iniziative nate tra le mura di Manifattura, spesso grazie proprio alle stesse lavoratrici.

dal sito http// www.imprese.san.beniculturali.it
dal sito http// www.imprese.san.beniculturali.it

Il quartiere di Sacco San Giorgio sarà interessato nei prossimi anni da forti trasformazioni urbanistiche che rappresentano una scommessa importante per tutta la città.

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