Otto marzo, una giornata per riflettere

8 marzo

 

Giulia Robol e Monica Baggia

L’otto marzo, il giorno dedicato alla Donna, deve essere una giornata in cui ricordare e riflettere.
Ricordare le battaglie, i risultati comunque ottenuti e dei quali godiamo a piene mani anche noi che, per età, a quelle battaglie non abbiamo partecipato. Riflettere su quanto ancora la piena parità tra i generi non sia effettiva.
Per l’impegno che ci siamo assunte non possiamo esimerci dal capire in che cosa debba consistere il ruolo della politica nell’attuazione del principio di parità e nella sua diffusione in vista di una comune condivisione.

E’ necessario raccogliere e fare proprio il lavoro di molte donne che singolarmente, nei gruppi, nelle associazioni quotidianamente affrontano il tema della condizione femminile nella società, nella vita pubblica, in famiglia, nel mondo del lavoro. Attivarsi perchè le loro proposte siano trasferite nelle decisioni di chi ha il potere di prenderle.
In modo trasversale. Perché ogni decisione assunta sia pensata e pesata anche nel suo impatto di genere. Continua la lettura di Otto marzo, una giornata per riflettere

Quale ricetta per la crescita?

wpid-7a6845fdce756507efb68d41e4085ea5Si sta costruendo in questi giorni la nuova legge finanziaria della Provincia. Da un lato ci sono i grandi problemi del lavoro e della crescita, dall’altro i forti tagli al bilancio. Il problema che si pone è quindi: come fare a crescere e creare nuova occupazione a fronte di un imponente taglio delle risorse?
Difficile trovare una soluzione, ma credo ci siano 4 ingredienti fondamentali: conoscenza, sgravi fiscali, ammortizzatori sociali, efficienza del sistema pubblico. Continua la lettura di Quale ricetta per la crescita?

Immagino le donne protagoniste in politica

we-can-do-itCon una lettera pubblicata l’11 febbraio scorso Elena mi ha chiesto come intendo concretamente incrementare la presenza delle cittadine nella politica per dare un senso concreto alla “partecipazione” di cui tanto si parla. Sgomenta ripercorrere le percentuali di donne presenti in politica nel nostro paese. Un’esclusione che, come ho già avuto modo di dire, ritengo anacronistica. Le donne che oggi affrontano con successo ogni tipo di percorso scolastico, che si indirizzano verso professioni un tempo maschili con ottimi risultati, sono, invece, escluse dai luoghi in cui si decide. Il tema non è solo culturale, ma riguarda le regole, i metodi di scelta delle persone da proporre nelle competizioni elettorali. Le donne escono vincenti nelle selezioni di merito, ma sono escluse dalla cooptazione.

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Parlano di me: “Il Trentino di domani e il PD che vorrei”

futuroDall’Adige del 16 febbraio 2014

Egregio Direttore,
colgo l’occasione per riprendere alcuni spunti emersi nel suo editoriale di domenica 9 febbraio, utilizzando le stesse parole per riassumere, con una frase, la mia idea: voglio un Partito Democratico del Trentino capace di essere il primo motore della giunta e delle sue innovazioni. E, aggiungo, un PD in grado di essere anche il volano dell’Autonomia attraverso la quale continuare a coltivare la nostra specialità ed affrontare la crisi. Per fare questo credo che il Partito Democraticco del Trentino debba cambiare rispetto agli ultimi anni, mettendo al centro del proprio agire la responsabilità di governo, la capacità di decidere, la formazione di una nuova classe dirigente, una maggior coesione.

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Relazione conclusiva – assemblea 15 giugno 2015

Selfie Giulia

Carissimi tutti,

oggi un’assemblea molto attesa, molto importante, sicuramente per me, mi auguro utile per tutti noi, per iniziare almeno qualche considerazione non solo sul risultato elettorale ma anche sulle sorti di questo nostro Pd, che ha necessità assoluta di ritrovare slancio, vigore, voglia di costruire e di proporsi come progetto attrattivo, come interprete delle esigenze e dei bisogni della società.

La relazione punterà su alcuni punti fondamentali, che sono a mio avviso le questioni che vanno affrontate nell’imminente.

Vi dirò quello che secondo me il Pd dovrebbe essere come progetto politico, non quello che non è, perché su quello che non si è fatto ormai, si è sprecata talmente tanta stampa che mi parrebbe più costruttivo, iniziare a dire cosa si vorrebbe affrontare, cosa aggredire.

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Assemblea 27 ottobre 2014

10373824_638662066227068_5848966877190032076_nBen ritrovati a tutti voi, delegate e delegati, segretarie e segretari e a tutti gli invitati dell’Assemblea.

 

Ci ritroviamo dopo la pausa estiva con un tempo che si è un pochino dilatato per parlare stasera di un tema molto importante che è quello del lavoro con contributi autorevoli che seguiranno dopo il mio intervento. E certo è molto importante che di questo si parli e ci si confronti non solo per capire cosa sta accadendo sul piano nazionale ma anche per comprendere le risposte che stiamo cercando di proporre sul nostro territorio provinciale e le strategie che intenderemo mettere in campo.
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Assemblea 14 aprile 2014

Care delegate, cari delegati,

Sala Rosa del Palazzo della Regione.
Sala Rosa del Palazzo della Regione.

questo è il nostro primo appuntamento di confronto politico dopo la mia elezione in assemblea di lunedì 14 aprile. Da allora molte sono le cose successe e alcune di queste di grande valenza politica. Stiamo attraversando un momento difficile per la politica tutta, di grande fragilità anche per la tenuta e credibilità del nostro pensiero ed operato come Partito Democratico. Abbiamo bisogno di riaffermare i nostri principi, i nostri valori, il nostro senso di appartenenza. L’equità, la difesa dei più deboli, l’interesse del bene comune non sono parole vuote ma concetti che il nostro essere Democratici ha sempre declinato in regole, progetti, condizioni che ne rendevano l’operatività. La fase del congresso ha fatto emergere un sentimento comune di disagio, una voglia condivisa di uscire da questa situazione di paralisi, un’esigenza reale di tornare a parlare di politica, riaffermandone l’importanza, la necessità, il ruolo legittimo e fondamentale nel contesto della società in cui viviamo.

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Rovereto: evoluzione di un’identità

a_2012.02Interessanti riflessioni del Presidente dell’Ordine degli architetti Alberto Winterle sulle trasformazioni urbanistiche della città di Rovereto.  Editoriale su a2 2012

La città di Rovereto sta vivendo in questo momento un’importante fase di trasformazione urbanistica che si sta attuando attraverso alcuni grandi interventi di rigenerazione urbana. Quali scenari si potranno aprire per la città della quercia dopo la riconversione delle numerose ex-attività produttive ormai inglobate all’interno del tessuto urbano? Ex-Manifattura Tabacchi, ex-Meccatronica, ex-Peterlini … solo per citare alcuni esempi di strutture che definivano la prerogativa produttiva della città: quale sarà la destinazione finale di questi volumi edilizi ora vuoti e perlopiù inutilizzati? È necessario evidenziare che la sola sommatoria di singole riconversioni non è sufficiente per ridefinire l’identità di una città. È infatti necessario un progetto complessivo che individui un quadro entro cui queste azioni trovino ragione ed allo stesso tempo aprano nuove opportunità. In una parola, questo processo, si chiama «pianificazione urbana strategica».

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Riflessioni di Alberto Winterle