Assemblea 14 aprile 2014

Care delegate, cari delegati,

Sala Rosa del Palazzo della Regione.
Sala Rosa del Palazzo della Regione.

questo è il nostro primo appuntamento di confronto politico dopo la mia elezione in assemblea di lunedì 14 aprile. Da allora molte sono le cose successe e alcune di queste di grande valenza politica. Stiamo attraversando un momento difficile per la politica tutta, di grande fragilità anche per la tenuta e credibilità del nostro pensiero ed operato come Partito Democratico. Abbiamo bisogno di riaffermare i nostri principi, i nostri valori, il nostro senso di appartenenza. L’equità, la difesa dei più deboli, l’interesse del bene comune non sono parole vuote ma concetti che il nostro essere Democratici ha sempre declinato in regole, progetti, condizioni che ne rendevano l’operatività. La fase del congresso ha fatto emergere un sentimento comune di disagio, una voglia condivisa di uscire da questa situazione di paralisi, un’esigenza reale di tornare a parlare di politica, riaffermandone l’importanza, la necessità, il ruolo legittimo e fondamentale nel contesto della società in cui viviamo.

Abbiamo tutti noi espresso il desiderio di fare del Partito Democratico un luogo dell’unità e della condivisione, del confronto ma non del conflitto, della proposta e dell’elaborazione.

Abbiamo fortemente richiesto il protagonismo della dimensione istituzionale, stigmatizzato un’attuale condizione di disorientamento e confusione nel ricalibrare la linea di governo, valorizzando i punti irrinunciabili, ridimensionando scelte non più attuali, innovando con coraggio, laddove il momento attuale lo necessita.

Tutto questo l’abbiamo condiviso insieme durante il percorso congressuale e questo torno a proporvi come base di partenza del mio e vostro operato politico.

In queste settimane è giunta al termine anche la fase congressuale di uno dei partiti della coalizione di governo l’UPT. La neosegretaria Donatella Conzatti, con cui ho avuto alcuni incontri ha espresso la convinzione che dal rafforzamento dei nostri rapporti politici, all’interno della coalizione e dalla condivisione di alcune scelte comuni, possa passare la rigenerazione di un processo politico che deve vedere riaffermato il ruolo dei partiti nell’azione di governo, a scapito della scelta dei singoli. Questo è un principio che condivido, condivido molto, perché l’appartenenza ad un partito non è una scelta di comodo ma di campo, una scelta che ti rende riconoscibile, una scelta di metodo, oltre che di contenuti e di merito delle cose, una scelta che ragiona al plurale, che elabora al plurale e che rispetta il valore dell’altro, come parte di un insieme che condivide lo stesso obiettivo. Siamo tutti consapevoli della fase di destrutturazione che stanno vivendo i partiti come istituzione e non sono qui a proporvi un modello che rimarchi la tradizione del novecento, che considero non più attuale e comunque un passaggio storico concluso, tuttavia vorrei iniziare un cammino insieme a tutti di voi che passi attraverso la ricostruzione della struttura del nostro partito, dove oltre all’elezione degli organi eletti, assemblea coordinamento a cui si aggiungono i circoli e i livelli amministrativi, vi sia una segreteria che si rende protagonista dell’elaborazione di temi, considerati importanti e attuali in termini di agenda di governo, dove verranno individuati dei referenti per gli specifici argomenti, che si faranno carico attraverso la costituzione di piccoli gruppi, di portare il pensiero politico espresso al vaglio, all’attenzione e alla condivisione dell’assemblea. Una segreteria flessibile, che avrà dei membri fissi e altri che potranno essere incaricati di progetti specifici che poi verranno discussi nelle sedi apposite. Un luogo aperto al confronto, al contributo, all’alternarsi delle persone, che consenta poi la diffusione e la veicolazione della proposta in altre sedi, per poter contribuire alla formazione, alla contaminazione del nostro pensiero politico.

La segreteria dovrà cercare di tenersi il più possibile in collegamento con i livelli istituzionali e amministrativi per essere aggiornati rispetto all’operato di assessori e gruppo consiliare, per essere presenti rispetto ai problemi amministrativi, favorendo la diffusione di buone pratiche e soluzioni comuni, valorizzando quei temi, quelle esperienze che possono essere oggetto di discussione politica. A questo scopo ritengo opportuno che in segreteria sia nominato un rappresentante dei sindaci, che ho individuato nella figura di Alessandro Betta, neo sindaco di Arco, risultato vincitore di recente nella competizione elettorale con una maggioranza di centro sinistra.

Le questioni urgenti riguardano certamente il tema dell’autonomia, della riforma istituzionale, poi a margine la legge sull’omofobia di cui sono arrivate sollecitazioni varie, la nuova legge urbanistica.

In particolar modo vorrei nominare poi Vanni Scalfi con delega ai rapporti con i circoli ed enti locali, che più facilmente potrà poi interfacciarsi con me e Alessandro Betta con il livello amministrativo.

Per la riforma istituzionale ho individuato la figura di Michele Ciech persona con già competente esperienza di livello amministrativo ma attualmente senza incarichi di nessuna natura che può con occhio più neutro riuscire attraverso un gruppo di lavoro a valorizzare in modo innovativo ma salvaguardandone i principi di fondo la legge sulle comunità di valle

Per il tema legato a ricerca università formazione Giuliano Muzio già operatore del settore con esperienza di livello politico sul coordinamento dei circoli, un settore che necessita da parte nostra forte attenzione alle politiche di scelta che verranno e su cui costruiamo futuro e sapere.

Sui temi legati alla scuola Patrizia Caproni assessore Al comune di Mori

Sui temi legati alla cultura Luisa Filippi assesore alla cultura del Comune di Rovereto.

Sui temi legati alla mobilità ambiente con particolare riferimento alla questione infrastutturale orientale Valsugna Giacomo Pasquazzo

Le questioni non si esauriscono qui ma ma per il momento si è pensato di individuare alcune priorità e definire alcuni gruppi di progetto.

Verranno poi definiti ulteriori gruppi di lavoro su questioni specifiche che potranno anche costituirsi sulla base di suggerimenti che vengono dall’assemblea o da fuori.

Questa è una base di partenza il resto lo costruiremo e lo inventeremo insieme pian piano.

Mi preme poi spendere alcune parole rivolte soprattutto ai Presidenti di circolo. Abbiamo forte bisogno di voi del vostro contributo della vostra elaborazione politica. Sappiamo che forse qualcosa non ha funzionato in passato, vi chiediamo un forte senso di responsabilità sulla costruzione del partito soprattutto, nel contatto con le persone con i cittadini. La politica ha bisogno di riappropriarsi dei suoi spazi e lo deve fare andando oltre le urgenze del momento. L’impegno è alla presenza costante del partito rispetto alle vostre istanze, al tramite nei confronti dei livelli istituzionali rispetto alle problematiche, faccio un appello però alla costruzione oltre che alla demolizione. E’ un momento diffcile per la politica per il Pd, è nostro compito proporre e virare verso scelte giuste verso la risoluzione di cose che non hanno funzionato, dobbiamo però anche farci carico di valorizzare il senso alto del fare politica, resistendo al megafono delle spinte distruttive.

Credo che l’impegno del partito debba essere massimo in questo senso, la nostra presenza lo sarà, istituiremo dei momenti calendarizzati di confronto tra segretari e un calendario di presenze sul territorio anche dei referenti istituzionali rispetto a questioni di merito.

E ora in ultimo vorrei aprire la discussione sulla questione dei vitalizi. Non posso non fare menzione delle dimissioni del capogruppo Mattia Civico, per lui un momento difficile e sofferto, un gesto coraggioso al quale va tutta la mia solidarietà sul piano umano, tutta la mia stima sul piano politico. Un’ assunzione di responsabilità collettiva che usando le sue parole necessita di gesti individuali. Il Partito Democratico è un partito responsabile e in una situazione come questa il gesto di Mattia, che non deve diventare il capro espiatorio di questa situazione da certamente una lezione di stile.

Ora lascio la parola al capogruppo perché ci aggiorni sullo stato dell’arte rispetto al tema citato.

La segretaria

Giulia Robol