Girovagando per musei: Mart, Muse, Museion, MMM Corones

4 musei realizzati tutti nell’ultimo decennio, 4 esempi di architettura contemporanea di grande respiro, 4 firme di  richiamo internazionale, progetti che si sono interfacciati con contesti complessi, di grande delicatezza paesaggistica. 4 nuovi segni di architettura contemporanea  che ne hanno ridisegnato il luogo. Un risultato da scoprire e da visitare,  in una regione che ha voluto e saputo investire sulla cultura.

Un itinerario di turismo culturale sulle tracce dell’architettura contemporanea in Trentino Alto Adige, tutto da scoprire e valorizzare. L’architettura dei musei tra il 2002 e il 2015. Lo consiglio!

Rovereto + Trento + Bolzano + Plan de Corones.

Mart:
Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, 2002. Mario Botta. La quinta scenica. 

“Un edificio ridisegna sempre nuove relazioni, non può essere indifferente. Il Mart nel suo spazio centrale raccoglie e valorizza il linguaggio dell’intorno. La diversità dei linguaggi, moderno-antico, diviene ricchezza”

Mario Botta

Corso Bettini, grande viale su cui si affacciano imponenti edifici pubblici e privati, alle spalle la montagna che declina il suo rilievo, il museo lo si scorge quasi nascosto. Il progetto interpreta il tema della quinta scenica, disegna lo sfondo, costruisce la relazione tra antico contemporaneo e paesaggio naturale.

Percorrendo il viale di ingresso alla piazza del Mart, si scopre pian piano un luogo di grande fascino, introverso, costruito dentro sé stesso, dialoga con forme geometriche pure, molto nette, gesto molto forte con il contesto circostante. Al suo interno un mondo articolato di funzioni percorsi spazi aperti, visuali, dove nessun dettaglio è lasciato al caso.

Muse:

Museo delle Scienze, Trento. 2013. Renzo Piano. Il richiamo al paesaggio montano. 

Fulcro di un’intervento vasto e ben riuscito di rigenerazione urbana. Un nuovo quartiere disegnato dalla mano di Renzo piano, si sostituisce ad un luogo industriale, l’area ex Michelin, finita in disuso. I temi maggiormente sviluppati sono la ricucitura dell’area con il tessuto cittadino esistente e il recupero del rapporto con l’ambiente fluviale. Un grande parco, un sistema di canali, l’assenza di veicoli all’interno del quartiere le facciate verdi sviluppano i concetti della sostenibilità, della qualità energetica e del richiamo al paesaggio come valore intrinseco al progetto e non solo come visuale esterna all’interno della quale l’opera si inserisce.

Il Muse edificio pubblico nodale dell’intervento urbano riprende questi principi, interpreta l’acclività dei rilievi montuosi con un sistema di copertura che ne modula l’andamento, architettura fortemente riconoscibile che si specchia nell’acqua, ulteriore elemento paesaggistico fondamentale, che alterna sistema di pieni e vuoti al suo interno con la creazione di spazi estremamente suggestivi. Fonti rinnovabili ed alta efficienza energetica gli input tecnologici.

Museion:

Museo di arte moderna e contemporanea. Bolzano, 2008. KSW – Krueger, Schuberth, Vandreike, Berlino. Una scultura nello spazio urbano.

Uno spazio mussale apero e in comunicazione con la città, questa l’immagine dell’intervento, una forma spaziale molto definita, un parallelepipedo puro che come oggetto scultura si inserisce nel centro storico di Bolzano. La trasparenza delle facciate di testa, la multimedialità, efficacemente espressa crea tra un ponte virtuale di comunicazione tra la casa artistica e il suo esterno.

I ponti sul fiume Talvera sono parte integrante del progetto. Curve parallele e oscillanti che riprendono i materiali – metallo e vetro dell’edificio. In contrasto con la forma squadrata del museo, attraverso un gioco curvilineo comunicano con le geometrie del paesaggio.

MMM Corones:

Messner Mountain Museum Corones. Plan de Cornes, 2015. Zaha Hadid. Il museo diventa paesaggio.

Nel cuore delle Dolomiti, l’architettura si fonde con la roccia e diventa paesaggio. Un’opera mozzafiato, che crea paesaggio, vive nel  paesaggio e lo ammira. Un museo dedicato all’alpinismo che fa dell’esperienza con le montagne con la natura incontaminata l’unico elemento vero del suo essere opera di architettura. L’esposizione interna diventa corollario, interesse non preminente rispetto al gesto che appare quasi scultoreo.

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