Il progetto masterplan Follone

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L’area del Follone ha rappresentato nel corso del succedersi delle varie amministrazioni una fucina di diverse ipotesi progettuali, oggetto di numerosi concorsi di idee, ha messo all’opera professionisti e studiosi che hanno prodotto interessanti ipotesi, lasciate però tutte all’archivio della storia.

Il Follone non è altro che un vuoto urbano indefinito ai margini del centro storico di Rovereto, uno spazio vasto di quasi due ettari, importante parcheggio di superficie a servizio del centro, un luogo dove un tempo trovavano la loro attività le ex caserme austroungariche di cui rimangono ancora alcuni capannoni.

La relazione previsionale programmatica 2012-2014 del Comune di Rovereto descriveva come strategica l’area e prevedeva interventi e strategie di approccio nel breve e nel medio periodo.

L’obiettivo più a portata di risultato immediato consisteva  in “un intervento di parziale riconfigurazione formale, attraverso la demolizione di alcuni manufatti e/o fabbricati edilizi esistenti”, teso a estendere lo spazio per la sosta.

Da illo tempore si parla, infatti, di questo luogo come sede di un grande parcheggio interrato e questa funzione, certamente condivisa, sembrava rapidamente realizzabile con l’intervento di demolizione di alcuni capannoni ormai vuoti, per altro in condizioni assai precarie. Nel corso del 2012  e del 2013 i lavori di abbattimento furono realizzati in due tranche, prima negli spazi retrostanti la chiesa di Santa Caterina e poi in quelli a confine con via Saibanti. Gli spazi per la sosta vennero notevolmente ampliati, fino a portare il parcheggio ad una capacità di circa 45 posti, attraverso anche una nuova viabilità interna. Soprattuto, però,  la città si riappropria di una visuale fino ad allora sconosciuta, che interessa tutto il retro del borgo antico di Santa Caterina con la chiesa e l’orto dei frati.

Le facciate del capannone centrale parzialmente demolito, vengono poi usate come base per due murales, molto belli che ricordano temi legati alla mobilità sostenibile. L’impatto della visuale sulle due testate opposte dell’edificio è molto suggestivo.

La  relazione previsionale programmatica prevedeva, inoltre, che si avviasse un ragionamento di programmazione inerente interventi definitivi, da attuarsi mediante il disegno di un progetto organico, in grado di risolvere i principali nodi urbanistici e di inserimento infrastrutturale ed ambientale.

L’incarico di redigere tale progetto veniva affidato all’arch. Fabrizio Barozzi, della società “Estudio Barozzi Veiga s.l.p.” e diventa successivamente documento importante di indirizzo all’interno del PRG Variante febbraio 2014, dove si affronta specificatamente il tema.

Un estratto dalla relazione descrittiva del progetto:

 “Il progetto reinterpreta la città, convertendosi in un elemento di connessione tra il tessuto storico e le aree di nuova espansione. Questo permette di convertire lo spazio pubblico in tema centrale di riflessione adattandolo come concetto principale del progetto. Uno spazio pubblico protagonista, iconico, aperto alla città e generatore di città. Un progetto per tanto nel quale l’architettura sorge partendo dalla definizione dello stesso. Per questa ragione si prolunga l’asse di via Canestrini ed in torno ad esso si genera un’attuazione urbana definita e precisa, che attraverso il suo chiaro inserimento cerca di definire il vuoto urbano.

Questo nuovo isolato, grazie alla sua posizione, ordina l’insieme urbano e, attraverso gli assi che lo definiscono, permette di dare forma al vuoto urbano, accogliendo i nuovi usi proposti dal programma”.

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planimetria della configurazione urbana, tra spazio verde, spazio costruito.

Link ai documenti:

Il masterplan Follone nella variante Febbraio 2014

La visione urbanistica del masterplan prevedeva alcune principi fondamentali:

  • L’inserimento di tutta l’area all’interno del perimetro del centro storico.  Il comparto ridisegnato, infatti, si poneva l’obiettivo di una ricucitura, attraverso sia gli spazi costruiti che quelli a verde e piazza, con la parte più antica della città, borgo Santa Caterina in primis, ma anche via Dante, l’asse via Mazzini via Garibaldi. Non a caso l’ampio spazio verde e la dislocazione del parcheggio vengono posizionati nella zona più interna, come elmetto filtro tra la nuova parte costruita ee il borgo antico. Gli accessi al parcheggio interrato vengono previsti a ridosso dei diversi collegamenti pedonali che l’area prevede con il contesto cittadino.
  • realizzazione di tre percorsi pedonali, che garantiscano un’effettiva connessione diretta con la città. L’asse di via Canestrini si prolunga in spazi aperti a piazza, che riprendono il modello e le dimensioni delle piazze del centro storci, piazza Erbe piazza Pesa, piazza Malfatti. Un nuovo collegamento pedonale su via Dante, un collegamento pedonale su Borgo Santa Caterina (con priorità di realizzazione), un collegamento pedonale su  via Vannetti.
  • riconfigurazione del fronte costruito lungo via Follone, lasciando invece il verde e gli spazi aperti all’interno dell’area.

Per consentire che l’ indirizzo urbanistico fosse poi traducibile in percorsi progettuali concreti e successivi due sono i fondamentali elementi di novità racchiusi nella variante:

  • L’accompagnamento al disegno progettuale urbano di una chiara definizione patrimoniale. Attraverso lo strumento del credito edilizio si è potuto, in un rapporto di reciproco confronto tra il privato e l’amministrazione pubblica, riuscire a stipulare importanti partite proprietarie, che non solo hanno liberato e regolarizzato l’area ma permesso anche l’attuazione nell’immediato, del percorso di realizzazione di importanti collegamenti pubblici. Vedi passaggio pedonale su Borgo Santa Caterina.
  • Lo stesso disegno urbanistico, così come concepito da Barozzi, consente la realizzazione del compendio attraverso fasi successive, che possono portare ad un’iterazione di parternariato pubblico – privato, quale strumento fondamentale di intervento. L’area è infatti molto estesa e la sua e  realizzazione in fasi diverse renderebbe più semplice l’operazione.

Link:

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