La priorità: Piazzale Orsi

 

Con delibera 29.04.2013 il Comune di Rovereto approvava il Piano Urbano della Mobilità.

La necessità espressa dalla Giunta comunale di allora fu quella di predisporre un progetto unitario che contemplasse tutti i tipi di mobilità all’interno dell’area comunale.

Il metodo utilizzato fu un lungo ed articolato percorso partecipativo di ascolto e progetto nella convinzione che il coinvolgimento attivo di una coscienza sociale ormai matura sui temi dell’ambiente e della salute, avrebbero reso più evidente le probabilità di successo delle politiche pianificatorie.

Il P.U.M. del Comune di Rovereto si configurò quindi come il prodotto finale di un processo dinamico molto articolato che lo rendeva  contenitore  non solo di analisi e  proposte dei professionisti ma anche di contributi e  soluzioni emerse da altri piani, studi e progettualità generali e specifiche che avevano rilevanza per la mobilità e le opere pubbliche.

I temi più specifici affrontati furono:

  1. la circolazione dei veicoli nel Comune di Rovereto;
  2. la sua regolamentazione ed ottimizzazione;
  3. le interrelazioni della mobilità con le previsioni urbanistiche in atto;
  4. l’efficacia delle nuove previsioni infrastrutturali degli strumenti sovraordinati;
  5. la definizione di nuove opzioni progettuali che si rendessero necessarie.

Il piano svolgeva quindi in qualche modo una duplice funzione di Piano della Mobilità Urbana (attraverso l’individuazione degli interventi infrastrutturali di scala vasta, in parte definiti dagli strumenti sovraordinati e recepiti nello Schema Direttore della mobilità) e di aggiornamento del Piano generale del traffico urbano (di cui l’ultimo aggiornamento risaliva al 1997) attraverso l’individuazione di interventi a scala locale.

Il documento finale del Piano Urbano della Mobilità si compose dei seguenti elaborati: 1. relazione generale; 2. risultati delle indagini sul traffico – allegato A; 3. risultati del modello di simulazione – allegato B; 4. tavola C1 – progetto di breve termine; 5. tavola C2 – progetto di medio termine; 6. tavola C3 – progetto di lungo termine; 7. tavola C4 – carta della ciclabilità.

Gli obiettivi specifici che il documento intendeva perseguire  risultavano strategici per il contesto cittadino e vale la pena ricordarli:

  • ridurre la pressione del traffico veicolare e la presenza dei veicoli nelle aree centrali;
  • fluidificare il traffico lungo gli itinerari principali e sui nodi maggiormente critici;
  • migliorare le condizioni di vivibilità nei quartieri e di accessibilità per la mobilità dolce;
  • ridurre progressivamente il numero di incidenti stradali;
  • favorire una crescente diversione modale verso sistemi di trasporto a maggiore utilizzo.
  • sostenibilità come quelli offerti dal sistema di trasporto pubblico locale su gomma e su ferro e come la mobilità ciclo-pedonale.

Parallelamente venne attivato il percorso della Valutazione ambientale strategica (V.A.S.)  che si configurava come processo di autovalutazione orientato a condurre una verifica sia preventiva che a posteriori della sostenibilità del P.U.M.

Verifica che a mio avviso adesso andrebbe rifatta attraverso gli indicatori previsti.

Ora ciò che si sta discutendo in questi giorni riguarda ovviamente la forte pressione veicolare insistente sui nodi critici roveretani ma anche comunitari, che da sempre risultano irrisolti. La recente apertura della Bretella Ai Fiori ha posto in essere un problema ulteriore di cui già si conoscevano i possibili effetti.  Sgravando un tratto di viabilità che riguarda Lizzana e in parte Lizzanella ha però reso evidente il nodo sempre più critico di piazzale Orsi, la necessità di riordino viabilistico della zona industriale e l’urgenza di politiche di riequilibrio tra le due strade esistenti statale 12 e bretella Ai Fiori con la necessità di organizzare forse in modo più fluido accessi e recessi alle due strade indicate.

Il Pum è un documento molto articolato e approfondito, prevede scenari di breve, medio e lungo periodo, riguarda il contesto cittadino ma anche di valle e proprio assieme alla Comunità di Valle aveva stabilito priorità e necessità della Vallagarina.

Al di là del dibattito sulla tangenziale, su cui qualsivoglia progetto non potrà prescindere dal coinvolgimento di tutti i comuni della Vallagarina, il tema focale per me è il traffico cittadino e in particolare la soluzione dei suoi nodi più urgenti. La priorità la identifico su piazzale Orsi senza alcun dubbio e non si capisce perchè l’aula consiliare  a quel documento di mobilità non ritenga con più attenzione di guardare, proseguendo quel processo iniziato nella scorsa consiliatura, con fatica ma certamente con molta serietà. Un sovrappasso pedonale non può risolvere da solo il nodo di traffico della stazione dei treni. E’ necessario uno studio progettuale approfondito, non faraonico e rispettoso del delicato paesaggio urbano di contesto.

In un momento dove la maggior parte delle città italiane sta approfittando del patrimonio che va via dismettendosi di Ferrovie dello Stato, attuando accordi (si veda la brochure uscita di recente dal ministero delle infrastrutture dove  molte città in un protocollo con le ferrovie disegnano il loro sviluppo, c’ è pure Bolzano) e valutando riqualificazioni, anche Rovereto può osare e fare lo stesso.

(Interessante articolo a questo proposito su Edilizia e Territorio – Sole 24. ore. Aree ferroviarie/1. Siti da recuperare per 6,6 milioni di mq: la mappa città per città. Di Alessandro Arona)

A ridosso della giunta congiunta tra Comune e Provincia e dopo le affermazioni dell’ass. Gilmozzi rispettose dei documenti pianificatori vigenti, trovata una volontà comune dell’aula consiliare ad affrontare il problema traffico, credo che invece che iniziare nuovi progetti pianificatori e trafile urbanistiche comunque lunghe nel tempo, varrebbe la pena lavorare in continuità.

Perché se negli ultimi trenta anni sono stati disegnati molti percorsi viabilistici sui PRG pochi progetti infrastrutturali sono stati disegnati e nessuno mai realizzato.

La città ha assoluto bisogno di investire nel suo ingresso e razionalizzare la viabilità di quel nodo. Per altro fu il sindaco Valduga Guglielmo ad inserire nel PRG un primo ragionamento nel merito, poi comunque approfondito dall’amministrazione Miorandi.

Io li mi concentrerei perché i piani sono due e qualsiasi tangenziale non potrà risolvere il tema dell’accesso alla città.

Un ultimo elemento che pare andato in decadenza e su cui rifletterei, che trova ampio spazio nel Pum riguarda le politiche della sosta. Ora che la dotazione è così significativa e la si vede, per quale ragione non si comprende che l’azione da fare è quella di integrare con politiche intelligenti e scelte di campo coraggiose sosta con viabilità. Si tolgano i parcheggi di superficie, si investa sull’ampliamento della ZTL, non flessibile che è una barzelletta al quale nessun cittadino può credere e si prosegua quel processo, capisco faticoso ma necessario per lo sviluppo virtuoso della nostra città.

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