La storia continua … #viatartarotti

 

via tartarott

“Il nostro provvedimento è volto ad un ampliamento vero e concreto della zona a traffico limitato”

Queste le parole dell’ass. Plotegher ieri sul Trentino. Una presa di posizione  molto chiara e decisa, che non può che trovarmi concorde. Ma allora mi chiedo: ” Come mai sul tratto iniziale di via Tartarotti si è compiuta una scelta di totale retromarcia?”.

La spiegazione che ne consegue appare contradditoria. L’atteggiamento rimane quello di criticare quanto fatto dall’amministrazione precedente, più che spiegare la bontà del provvedimento attuato.

In gioco non c’è il decidere chi tra un’amministrazione e l’altra appare più bravo, francamente credo che ai cittadini poco importi. In gioco c’è l’interesse della comunità e la comprensione di scelte attuate, che anche se non lo si vuole riconoscere, rappresentano evidentemente un passo indietro, rispetto alla condizione precedente.

Il tema non è neppure accettare o meno il diktat dei commercianti. La categoria rappresenta una voce importante che va ascoltata ma assieme anche a tutti gli altri, concertando, spiegando interventi nel breve medio e anche lungo periodo. Forse se il quadro fosse noto, tutto apparirebbe più comprensibile. Il quadro c’è, il piano della mobilità, l’applicazione dipende dalle scelte politiche. Ma a quel quadro non si vuole fare riferimento. Bene, legittimo ma allora a quale quadro nuovo ci si rivolge?

Questa rimane una scelta isolata.

Quanto al confronto con quanto fatto in precedenza in particolare da quello che era l’assesorato alla mobilità, alcuni dati, solo per ricordare.

La difesa mi pare d’obbligo, il lavoro è stato articolato, lungo nel tempo e desideroso di portare un risultato tangibile nell’interesse dei cittadini.

L’intervento di chiusura di via Tartarotti faceva parte di un programma più ampio, che prevedeva le chiusure successive del secondo tratto della via e successivamente delle due piazze Damiano Chiesa (con un progetto risultato vincitore del concorso di idee) e  della Pesa, con la ristrutturazione attuata da privati dell’edificio adibito a fini residenziali e che al piano terra prevedeva la presenza di una nuova cafeteria. A supporto l’infrastrutturazione dei due parcheggi interrati Bimac ed ex Mensa Bimac, (uno già inaugurato, attualmente semivuoto, mancano politiche di incentivazione alla sosta in struttura) l’altro di breve ultimazione.

Naturalmente chiudere le strade è pratica difficile, come lo è ogni cambiamento e quindi si decise di agire per stralci. L’interesse previsto da questo disegno era la valorizzazione del nostro bellissimo centro storico, che a mio avviso come in tutte le città andrebbe chiuso, trend per altro che ogni municipio tenta di portare avanti ma che forse non è sensibilità dell’attuale amministrazione.

In ultimo, mi preme ricordare un’ulteriore questione. I centri storici di molte città italiane, quasi tutte, sono nati quando l’automobile non esisteva e successivamente adattati a queste. Lo smog che si respira in strade come via Tartarotti o la stessa via Rialto, che se pur chiusa, ospita un passaggio frequente di machine, è molto più sentito di quello dove la città si è espansa con caratteri legati alla modernità all’uso degli strumenti che ne hanno conseguito, l’automobile in primis. Spiace che questo aspetto non venga ritenuto come importante.

Più che criticare quanto fatto in precedenza, ormai è il passato, si dimostri la bontà dell’operato attuale e le motivazioni di cambiamenti così radicali. Perchè questo ancora non si è fatto? Si è parlato di sicurezza e francamente non mi sembra credibile, nessun cenno al fatto che la strada è stata riqualificata da poco,  non si è spiegato il perchè di questa flessibilità. Chi ne trae vantaggio e in che modo? L’inversione di via Carducci, pur nodo critico, non può essere l’unico motivo, bastava chiudere il secondo tratto della Tartarotti se il problema era il traffico parassitario su via Carducci.

Credo che I cittadini abbiano diritto almeno a delle spiegazioni.

 

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