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Un nuovo corso Rosmini

Questo weekend la città di Rovereto vedrà l’inaugurazione di due importanti realtà commerciali: una in zona industriale l’Orvea, l’altra all’Ex stazione autocorriere, il supermercato Conad.
Non si tratta semplicemente dell’apertura di due negozi ma di due operazioni di riqualificazione urbanistica, avviate durante la precedente amministrazione ed ora arrivate al processo di realizzazione.

Due interventi significativi, nati da percorsi di rigenerazione del paesaggio urbano, differenti ma non contrapposti, due operazioni di urban recycling, tema molto attuale, laddove la città ha bisogno di ripensarsi, di riattivarsi.

In entrambe le situazioni si coniuga l’urbanistica con lo sviluppo legato al commercio, all’iniziativa privata. Materie strettamente correlate, importantissime per l’evolversi della costruzione di una città. Il pensiero legato allo sviluppo commerciale di una realtà urbana incide fortemente, direziona con scelte chiare la crescita e lo sviluppo economico-sociale di quel contesto. Più volte ho avuto modo di sostenere che il commercio sia l’anima di una città e di questo rimango, ancor di più oggi, fortemente convinta.

Consente la possibilità di contrapporsi a condizioni di degrado e di disagio, che chiaramente si concentrano in quelle porzioni abbandonate e non più abitate delle nostre città.

Il commercio è cambiato molto negli ultimi decenni, in particolare modo dall’inizio della crisi, l’innovazione legata al prodotto è diventata vitale, la competitività della spesa rappresenta una condizione necessaria, laddove la capacità d’acquisto delle famiglie si è certamente abbassata, rispetto all’ultimo decennio. Il turn over nell’apertura e chiusura di diversi negozi fa anche riflettere, si assiste alla tipologia anche del negozio temporaneo, proprio, dichiarato, che compare per sei mesi o poco più, per sparire subito dopo, senza riproporsi se non magari altrove.
Tuttavia, a mio avviso, la qualità fa ancora da padrona, perchè se è vero che i cittadini spendono meno, alla competitività del prodotto non rinunciano. E questo è molto vero per la città di Rovereto, che vanta un centro storico molto bello e curato e una capacità attrattiva anche sul piano commerciale da non sottovalutare, da un punto di vista turistico.
Siamo spesso abituati a parlare male della nostra città ma questo è un giudizio che personalmente non condivido.
Certo non vuol dire che i problemi non ci siano e non vadano affrontati ma la base di partenza è veramente di grande qualità.

Le due inaugurazioni di questi giorni si inseriscono in un percorso della città che cresce e si trasforma, lanciando nuove sfide anche competitive.

La prima,  Orvea in zona industriale, con il preciso intento da un punto di vista urbanistico di riqualificare un contesto già esistente , commercialmente parlando, razionalizzando. Uno spazio molto  competitivo, che crea un’offerta diversa e rilegge le possibilità di una zona industriale comunque in sofferenza, per ovvi motivi legati alla crisi. Una scommessa coraggiosa che l’ente pubblico, Comune e Provincia hanno voluto condividere con l’iniziativa privata, garantendo naturalmente il controllo e la condivisione dell’operazione attraverso una corretta infrastrutturazione viabilistica e di parcheggio.

La seconda, una prima parziale apertura del compendio Ex Stazione Autocorriere, intervento questo di grande valore in termini di recupero urbano.

Domani si aprirà il supermercato Conad ospitato all’interno dell’ormai quasi ultimato edificio che ricostruisce il limite della facciata tra l’angolo di via Paoli e corso Rosmini. L’inaugurazione totale del compendio dovrebbe essere in primavera ma l’edificio già si percepisce da più prospettive nelle sue caratteristiche di sobrietà ed eleganza, ritmando un gioco interessante tra materia e trasparenza, la pietra e il vetro, ciò che si espone, ciò che rimane più privato. Il tutto grazie alla preziosità di dettagli costruttivi molto ben studiati e ottimamente realizzati.
La nuova costruzione, ottimo esempio di architettura contemporanea, a firma arch. Emilio Pizzi e studio Artecno, è un’opera ambiziosa, che costruisce un angolo di città, terra di nessuno fino a poco tempo fa, consentirà, grazie anche al restauro di Palazzo Balista, una rigenerata valorizzazione di corso Rosmini, il maestoso viale di accesso di Rovereto, che ospita edifici pubblici di tutto rispetto dal tribunale alle scuole Damiano Chiesa, dalla Scuola Musicale, a palazzo Rosmini, per non dimenticare l’edificio residenziale di Luciano Baldessari, architetto di fama internazionale.
Questa è la sfida, far rivivere il grande viale ottocentesco che accompagna verso corso Bettini e il Mart, costruendo spazi urbani prima inesistenti, opponendosi al degrado attraverso la mixitè di funzioni, la prossimità al centro storico, l’investimento in bellezza, in spazi aperti pubblici ben curati con giardini, dove la macchina si ferma nel sottosuolo e si passeggia in tranquillità.

Un nuovo biglietto da visita per Rovereto, la città che cambia e investe su sé stessa, una sfida anche questa condotta attraverso un produttivo rapporto tra il pubblico e l’iniziativa privata. E quando la sinergia funziona e gli obiettivi maturano insieme il risultato non può che essere positivo. Il privato concorre alla riqualificazioni di spazi pubblici e la città ne beneficia non solo urbanisticamente ma anche in termini economico e sociali.

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