Archivi categoria: Urbanistica – paesaggio

La nuova riforma degli appalti

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immagine tratta dal sito http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com
“Necessaria una rivoluzione culturale su opere e spazi pubblici, risparmio energetico e rigenerazione urbana: solo così creiamo le condizioni per ripartire davvero

Il Presidente dell’Ance De Albertis commenta in un’intervista al Sole 24 ore la nuova riforma degli appalti voluta dal ministro Del Rio, prossima alla dirittura d’arrivo e alla conseguente discussione in Parlamento.

La riforma che condivido e che assieme al recente bando sulle periferie degradate e alle possibili proroghe sugli incentivi alle ristrutturazioni – sgravi fiscali dal 50 al 65% in detrazione, fa parte di una serie di azioni, votate alla volontà politica di rilancio del settore strategico dell’edilizia e più generale della rimessa in moto dell’economia del paese.

Le parole chiave sono: #rigenerazioneurbana, #riqualificazioneenergetica  ma anche e soprattutto in particolare modo #riorganizzazionedelprocessoedilizio.

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Il Grab – grande raccordo anulare per le biciclette, Roma

Quasi due milioni di passaggi in bicicletta in un anno sulle piste ciclabili della Provincia Autonoma di Trento: da agosto 2014 a agosto 2015 il Trentino si conferma Provincia che promuove la bicicletta, grazie alla sua articolata rete di percorsi su cui l’amministrazione provinciale continua a investire.

L’assessore alle Infrastrutture Mauro Gilmozzi conferma l’impegno: il Trentino può contare su 460 chilometri di piste ciclabili di interesse provinciale, già realizzati e secondo le intenzioni dell’amministrazione – tra gli obiettivi da perseguire – c’è il potenziamento del servizio ferroviario per un’integrazione sempre più forte tra i diversi mezzi di trasporto e in particolare tra bici e treno.

Anche il bikesharing sembra rispondere molto bene: il servizio di bici in condivisione e-motion, in poco meno di un anno, ha registrato ben 54 mila prelievi di biciclette e 103.491 km percorsi. Presente a Pergine, Trento e Rovereto, il servizio si compone di 32 stazioni con 198 biciclette delle quali 132 a pedalata assistita.

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Piano per le periferie degradate – il governo investe sulla rigenerazione urbana

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Le torri di Madonna Bianca

Il “Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate” su iniziativa del ministro Graziano Delrio, prevede un investimento di 200 milioni di euro a disposizione dei Comuni, che entro il 28 novembre presenteranno attraverso un progetto preliminare e il rispetto di talune condizioni imposte da bando, interventi di riqualificazione urbana o anche edilizia.

L’operazione è senza dubbio lungimirante, il budget a disposizione non è elevatissimo (se si pensa alla situazione contingente di molte delle nostre città) ma da un punto di vista dell’approccio e anche del metodo, certamente questa è una grande novità.

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ADDIO ALL’EX AMNIL

vista dall'alto di tutto il compendio
vista dall’alto di tutto il compendio

Addio all’Ex Amnil, una cicatrice, l’ha definita il sindaco, che Rovereto porta da parecchio tempo. La nuova legge urbanistica provinciale favorisce la demolizione dei cosiddetti “ecomostri”, opere incompiute, piuttosto che scempi paesaggistici, che non hanno trovato forma. Una costruzione di proprietà pubblica, un primo intervento di valenza anche simbolica con cui la Provincia e l’ass. Daldoss hanno deciso di dar corso a questa nuovo approccio di metodo. ‪#‎rispettiamoilpaesaggio‬#‎demoliresipuò‬. Bene che la nuova amministrazione roveretana, sindaco e assessori, ci abbiamo creduto, si continua un lavoro che è stato costruito con pazienza negli anni precedenti. Ora si vedono i risultati e la comunità roveretana non può che beneficiarne!

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Il Progetto Masterplan Meccatronica e areale Ferroviario

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Realizzazione dei primi edifici del progetto Meccatronica

Il protocollo di intesa, tra Comune di Rovereto e Provincia Autonoma di trento, siglato nel novembre del 2010, definiva alcuni importanti interventi da attuarsi sul territorio comunale . In particolar modo individuava nell’area della società Trentino Sviluppo, compresa tra via Zeni e via Unione, nel quartiere di San Giorgio, il luogo dove promuovere la realizzazione di un nuovo polo di eccellenza della formazione tecnica e professionale. Il modello è quello del parco tecnologico di Losanna. Il Polo della Meccatronica  un’area di 20 mila metri verrà riqualificata ospitando imprese, laboratori, università, centri di ricerca, istituti tecnici superiori, tutti dentro un unico parco scientifico e tecnologico tematico dove meccanica ed elettronica si combineranno nel segno dell’innovazione.

La volontà è quella di creare una sinergia tra il mondo della formazione, della ricerca e quello imprenditoriale, delineando con precisione la visione di sviluppo.

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Il progetto masterplan Follone

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L’area del Follone ha rappresentato nel corso del succedersi delle varie amministrazioni una fucina di diverse ipotesi progettuali, oggetto di numerosi concorsi di idee, ha messo all’opera professionisti e studiosi che hanno prodotto interessanti ipotesi, lasciate però tutte all’archivio della storia.

Il Follone non è altro che un vuoto urbano indefinito ai margini del centro storico di Rovereto, uno spazio vasto di quasi due ettari, importante parcheggio di superficie a servizio del centro, un luogo dove un tempo trovavano la loro attività le ex caserme austroungariche di cui rimangono ancora alcuni capannoni.

La relazione previsionale programmatica 2012-2014 del Comune di Rovereto descriveva come strategica l’area e prevedeva interventi e strategie di approccio nel breve e nel medio periodo.

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Rovereto: evoluzione di un’identità

a_2012.02Interessanti riflessioni del Presidente dell’Ordine degli architetti Alberto Winterle sulle trasformazioni urbanistiche della città di Rovereto.  Editoriale su a2 2012

La città di Rovereto sta vivendo in questo momento un’importante fase di trasformazione urbanistica che si sta attuando attraverso alcuni grandi interventi di rigenerazione urbana. Quali scenari si potranno aprire per la città della quercia dopo la riconversione delle numerose ex-attività produttive ormai inglobate all’interno del tessuto urbano? Ex-Manifattura Tabacchi, ex-Meccatronica, ex-Peterlini … solo per citare alcuni esempi di strutture che definivano la prerogativa produttiva della città: quale sarà la destinazione finale di questi volumi edilizi ora vuoti e perlopiù inutilizzati? È necessario evidenziare che la sola sommatoria di singole riconversioni non è sufficiente per ridefinire l’identità di una città. È infatti necessario un progetto complessivo che individui un quadro entro cui queste azioni trovino ragione ed allo stesso tempo aprano nuove opportunità. In una parola, questo processo, si chiama «pianificazione urbana strategica».

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Riflessioni di Alberto Winterle