#Meccatronica #Manifattura #mobilità

Progetto_Manifattura
dal sito http://www.progettomanifattura.it

Negli ultimi dieci anni la politica provinciale ha compiuto scelte mirate sulla città di Rovereto e investitito una cospicua quantità di risorse.

La chiusura dello storico stabilimento di Manifattura Tabacchi, all’indomani della cessazione defintiva della produzione il 31 marzo 2008 non è stato per la città un passaggio indolore.

La realizzazione della Imperiale Regia Manifattura Tabacchi, simbolo per la città di Rovereto di una rinascita industriale per quell’epoca, nacque in un contesto segnato da gravi problemi di carattere occupazionale, legate alla crisi del settore serico.

Quel nuovo imponente e a mio giudizio anche molto bello complesso produssero una spinta innovativa per Borgo Sacco e tutto il circondario, non solo dando risposte sul piano occupazionale – i primi due laboratori di 220 operaie ciascuno entrarono in funzione negli anni 1854-55 ma anche per quel che ne concerne la evidente e necessaria risposta sulle nuove esigenze del tessuto sociale. Vale veramente la pena sottolineare in un momento come il nostro, dove da un punto di vista occupazionale la donna è tra i soggetti che con più difficoltà riesce a inserirsi o reinserirsi nelle dinamiche del mondo lavorativo, come allora in questo luogo la risposta al lavoro femminile fu consistente nei numeri come anche nella risposta alla costruzione di servizi corollari: Il primo asilo nido aziendale, il primo banco di mutuo soccorso, la prima organizzazione sindacale, tutte iniziative nate tra le mura di Manifattura, spesso grazie proprio alle stesse lavoratrici.

dal sito http// www.imprese.san.beniculturali.it
dal sito http// www.imprese.san.beniculturali.it

Il quartiere di Sacco San Giorgio sarà interessato nei prossimi anni da forti trasformazioni urbanistiche che rappresentano una scommessa importante per tutta la città.

Non solo il Polo della Meccatronica, all’odg del dibattito sulla stampa ma anche Manifattura Domani, con la recente assegnazione definitiva dell’appalto al raggruppamento di imprese, tutte trentine, guidato da Collini Lavori e composto da Premetal, Ediltione e Consorzio Lavoro Ambiente. L’opera costerà 36,4 milioni di euro complessivi e dovrà essere terminata entro il 2018.

I lavori interessano un’area di circa 50 mila metri quadrati di nuovi spazi manifatturieri, che andranno ad aggiungersi agli edifici storici di Manifattura Tabacchi, progettati dall’archistar giapponese Kengo Kuma.

L’effettivo avvio dei lavori è stimato entro fine anno. 1047 I giorni previsti per l’esecuzione dell’opera.

Gli spazi saranno in grado di accogliere oltre 100 imprese (oggi sono 47), dando lavoro indicativamente a 1.200 addetti, con un impatto evidentemente rilevante sul territorio roveretano e di valle.

E’ di oggi l’importante notizia che RTr primo produttore in Italia di energia elettrica con impianti fotovoltaici, abbia trasferito proprio in Innovation Factory, gli uffici direzionali, il polo di sviluppo e la sede operativa . Significative a questo proposito le parole del manager:”

«Qui ho trovato una “Silicon Valley” del verde»

Gli fa eco il vicepresidente della Provincia A. Olivi, che dichiara:” Manifattura è la cittadella tecnologica più importante in Italia. … Siamo tra le province che investono di più sul fronte dello sviluppo e della ricerca applicata … . La Provincia era stata lungimirante quando acquisì questa struttura, che a suo tempo era una fabbrica con un solo prodotto, e che ora è popolata da una miriade di piccole medie aziende estremamente diversificate e tutte focalizzate nel settore della green economy.

L’investimento su Rovereto è a mio avviso, intelligente, lungimirante, riguarda innovazione, ricerca, politiche tese al rilancio del modello manifatturiero, rivisitandolo, come motore di sviluppo per la Vallagarina e per tutto il Trentino, sulla scia che da sempre la tradizione del contesto roveretano incarna. ManifatturaTabacchi ne è simbolo con la sua storia industriale, la voglia di riscatto e di rilancio perpetuata nei secoli.

E poi c’è Meccatronica – Il Polo già in fase di realizzazione, si stanno costruendo i laboratori di ricerca, verranno trasferiti i due poli scolastici di CFP Veronesi e ITI Marconi -il luogo della produzione meccatronica, della sua sperimentazione, tesa alla ricerca di processi e prodotti innovativi. Qui insiste la coabitazione di aziende, istituti superiori, dipartimenti universitari, centri di ricerca, acceleratori industriali. Qui si declina la logica di hub imprese, ricerca e formazione che sviluppano le proprie funzioni e insieme rispondono al bisogno di innovazione del territorio. Un nuovo modello sociale ed economico per il distretto di Rovereto e dell’intero sistema produttivo trentino.

Qui Hanno scelto di investire aziende come Dana Italia, Carl Zeiss, Ducati Energia e Bonfiglioli Riduttori. Che fa comprendere che l’attrattività esiste e va valorizzata.

images
dal sito http//www.trentinosviluppo.it

Tutto questo spiega e pare non ripetitivo ribadirlo, quanto questi due importanti interventi possano significare per la città di Rovereto e il sistema Trentino.

Interventi, che vale la pena ricordarlo, portano due firme prestigiose per quel che riguarda l’ideazione progettuale, Kengo Kuma e Fabrizio Barozzi.

E’ facile quindi comprendere che lo sviluppo della città, da un punto di vista urbanistico, sarà proprio in questi luoghi, al di là della ferrovia, che è limite della città divisa in due parti, nella zona sud di Rovereto.

Ma come tutti gli investimenti che si rispettino, soprattutto di questa portata, mettono in atto evidenti azioni di trasformazione urbana, che vanno a mio avviso pensati e ragionati, proprio in una logica conseguente rispetto all’obiettivo e alla mission dell’investimento stesso. Perché è altresì vero che l’ottimale infrastrutturazione di un territorio, la sua corretta logistica, le condizioni di mobilità e trasporto, sono condizioni determinanti anche e soprattutto per invogliare aziende sempre più competitive ad esserci e a concorrere alla rigenerazione e all’adeguamento di quel territorio stesso.

L’insediarsi fa economia, l’economia consente lo sviluppo e la trasformazione pianificata di un territorio deve diventare occasione per rigenerazioni virtuose, ben progettate e pianificate secondo il vivere contemporaneo e il modello di sviluppo che si persegue.

Così qualche perplessità le dichiarazioni dell’ass. ai lavori pubblici Mauro Gilmozzi le hanno certamente innescate.

Come anche comprensibile la presa di posizione della Circoscrizione Sacco San Giorgio che a lungo anche e giustamente nei cinque anni scorsi si è interessata di questi temi che riguardano il futuro del sobborgo.

Non si può pensare di liquidare la questione infrastrutturale collegata a Meccatronica e Manifattura, con la sola realizzazione di un sottopasso pedonale e ciclabile se pur abbellito da negozi – pare la ciliegia sulla torta, perché il tema è rilevante e non solo riguarda una città intera e il suo riadeguarsi ad un progetto di sviluppo molto lungimirante ma anche perché analizzando numeri, insediamenti, persone, è evidente che se si vuole centrare realmente l’obiettivo del successo dell’operazione, il problema va posto e risolto e non ragionato a posteriori.

Si tratta per altro di un’occasione strategica per Rovereto che può ripensarsi e può farlo non necessariamente su progetti viabilistici faraonici, ormai out of discussion ma certamente tesi a risolvere il nodo che certamente si andrà a creare e che riguarda ovviamente la mobilità di persone mezzi e orari. Su queste parole si organizza la vita di una città e ciò non può essere assolutamente trascurato.

Siamo in un regime di assenza di risorse, mi rendo conto ma l’infrastrutturazione di un territorio su cui si è scelto di puntare per sperimentare un nuovo modello di svluppo non può essere dimenticata.

Le soluzioni possono essere molteplici e già su questo l’amministrazione precedente 2010-2015 aveva iniziato a ragionare, come si può facilmente ritrovare sia nella documentazione del Piano della Mobilità cittadino, che nel Materplan della Meccatronica diventato parte integrante del Piano regolatore.

Indicazioni che vanno elaborate, che devono diventare scelta progettuale ma che non possono essere tralasciate. L’interazione dei vari soggetti istituzionali sarà fondamentale, Rovereto che per altro soffre da tantissimo assieme a tutta la Vallagarina di scelte viabilistiche mirate,  potrebbe da questa importante occasione trarre vantaggio per ripensarsi, attuando quelle scelte che vedano però necessariamente il rispetto e la valorizzazione di un contesto paesaggistico urbano molto delicato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *